Tardi, ma mai troppo...

... per segnalare due video di un certo interesse.
In particolare il primo, Batcat, vede un buon ritorno per i Mogwai. Nonostante le premesse del video urlino a gran voce Sigur Ròs, il buon Dominic Hailstone (che mi si dice già all'opera con gli Isis) non manca di sforare in un finale che mette in chiaro (mi si passi il gioco di parole) le sue ascendenze più scure, in un vago omaggio gigeriano che sul piano del videoclip lo mette in continuità con quell'altro genio del male che risponde al nome di Chris Cunningham (e conferma in merito questo short). Derivativo quindi, ma in un modo che da queste parti piace. mogwai ° batcat
Da segnalare anche l'uscita del video di German Bigflies per i Port-Royal, ormai l'ennesimo da Afraid To Dance. Frattanto sul MySpace dei nostri esce solo in streaming un nuovo brano, I Used To Be Sad, in pubblicazione prima per l'imminente compilation di Fugues e poi per il nuovo disco dei Port-Royal, in uscita nel 2009. Attilio promette ulteriori notizie in proposito nei prossimi giorni. Vedremo. port-royal ° german bigflies
Stasera ci vediamo al Rural?
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mogwai;
port-royal;
dominic hailstone;
fugues.
Gli Oasis potranno anche non piacervi, ok...
...ma questo mi pare eccessivo.
Lascio a voi elucubrare su quanto ci sia di vero (la notizia sta dando ai Gallagher la maggior visibilità mediatica da anni) e quanto di preparato. Sicuramente vedere Liam che minaccia di darle secche al simpatico stage-invader è molto esilarante; e pure mi riconcilia con l'immaginario da rissa nei pub che ai tempi contribuiva a rendere questa band così intrigante, ai miei occhi come a quelli di altri milioni di adolescenti di allora.
Intanto l'NME approfitta (tu guarda) per pubblicare online la sua top 10 stage invasions.
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oasis.
eMpTV Hot.

nyctaper è il nome di un ottimo blog evidentemente newyorchese focalizzato su eventi live di un certo livello, così come eccellente è la qualita dei bootleg che ne stanno uscendo in questo periodo. Da parte mia vi lancio un paio di esche appetitose chiamate Evangelista e Xiu Xiu, roba di giusto una settimana fa - poi ditemi voi se non è caso di seguirlo. Inversamente proporzionale invece l'audio del file di Jeff Buckley ma essendo forse la sua cover più bizzarra di sempre, pareva comunque giusto farla conoscere. Se poi siete fans sfegatati del nostro, controllate se fra le rarità sul vostro hard disk ci sono anche queste.
Listen:
jeff buckley ° 3 is a magic number
evangelista ° live @ bowery ballroom, 08.28.08
xiu xiu ° live @ bowery ballroom, 08.28.08
Quando si tratta di cuore, certe cose hanno la precedenza. Ci sono immagini e situazioni che chi ha avuto un passato non facile in amore (leggi: astinenza forzata dovuta a totale disinteresse da parte del gentil sesso) può ben capire. Ecco allora che la bellezza di questo video per me ha la precedenza sulla canzone (tutt'altro che trascendentale) e sull'autore (che non ho mai sopportato), ovvero Gnarls Barkley. C'è un tema, dicevo, e c'è un'idea. E c'è, a sorpresa, un serio candidato per il mio video dell'anno. Coi Deerhoof direi a prima vista il contrario, dato che loro mi piacciono eccome ma questo nuovo singolo è accompagnato da un semplice video live premierato poche ore fa da Pitchfork. E invece-invece alla fine mi sta bene così, live sì ma efficace e molto bello da vedere. Molto meglio del nuovo Foals, anche perchè dopo Sigur Ròs e MGMT (chi ha detto Infadels?) direi che quest'anno abbiamo fatto il pieno di video con la gente nel bosco. Considerando poi anche che nessuno di quelli era granchè, e questo tantomeno. Due parole anche sui riformati Rage Against The Machine che in questo video, fallito a causa della polizia il tentativo di salire sul palco del convegno repubblicano cui assistevano, provvedono a infiammare il pubblico con l'esecuzione a cappella di due appropriate hit del calibro di Bulls On Parade e Killing In The Name. Nobile il gesto, peccato che in termini prettamente musicali gli esiti siano mortalmente noiosi: meglio allora, o quantomeno più freschi, questi One Day As A Lion che qualora non lo sapeste sarebbero lo stesso Zack De La Rocha con batterista dei Mars Volta al seguito. Menzione finale per sciain che lassù in Friuli filma ormai da un pezzo video di concerti locali, in maniera del tutto similare a quanto fa eMpTV a Genova. Questa volta ci regala un'inedita versione di Marco Se Ne E' Andato firmata Dadamatto.
Watch:
gnarls barkley ° who's gonna save my soul
deerhoof ° the tears and music of love
foals ° olympic airways
populous with shortstories ° only hope
kap bambino ° save
the last shadow puppets ° my mistakes were made for you
rage against the machine ° bulls on parade + killing in the name [acappella]
dadamatto ° marco se ne è andato [rap]
Related:
evangelista;
xiu xiu;
gnarls barkley;
deerhoof;
foals;
populous;
kap bambino;
the last shadow puppets;
rage against the machine;
dadamatto.
Some things cost more than you realise.

Sembra che la faccio apposta, eppure non è così. Non stanno un attimo fermi. Ogni volta che leggi notizie di musica ultimamente, quasi sempre si tratta di loro. Questo è il video di All I Need, che molti fans attendevano. E' un video che ancora una volta spiazza, toccante ma non nel modo in cui vi aspettereste conoscendo la canzone. Dall'Hollywood Reporter, che si è aggiudicato la presentazione del video [quella ufficiale dovrebbe avvenire domani su tutti i maggiori canali televisivi musicali]:
Yorke said the band linked with MTV to highlight such issues as child slavery, enforced servitude and sex trafficking because it was "about exploiting a situation while you have the chance.". Qui l'articolo completo. radiohead ° all i need
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radiohead.
Checchè se ne dica, Pitchfork sa ancora il fatto suo.

Crystal Castles arrivano al loro primo vero videoclip. Minimale nei dettagli, scurissimo nei colori e patinatissimo nella fotografia come da collaudata formula These New Puritans / Klaxons e saam-ate varie: la cricca è quella, si sa, e poco fa che qui sia tutta elettronica e che si ammicchi più all'8-bit che al rave vecchio o nuovo. Il profilo è quello ovvero sempre basso, l'estetica è quella ovvero sempre inappuntabile, i contenuti sono sempre quelli ovvero discutibili, eppure nessuno si sogna di discuterli: maledizioni NME di questo decennio. crystal castles ° courtship dating
Radiohead, Radiohead... Non fai in tempo a linkare una cosa che li riguardi che subito combinano qualcos'altro. L'ultima è quella di un nuovo live in studio, questa volta giocato praticamente in casa visto che gli studi sono quelli del From The Basement di Nigel Godrich. Il nuovo set includerà canzoni vecchie e nuove e verrà trasmesso anche in tv il prossimo 3 maggio su quella VH1 che qui in Italia è visibile sul canale 708 di Sky. Vai a sapere, però, se la data in questione corrisponderà anche alla messa in onda sul nostro territorio. Qui per ora c'è un'anteprima. radiohead ° bangers'n'mash [live from the basement]
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crystal castles;
radiohead.
Cose che avrei preferito non sentire.

La prima è orripilante.
La seconda banale.
La terza kitsch.
E la quarta sarà pure la meno peggio, ma quanta nostalgia.
Auguri.
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coldplay;
css;
prince;
the radio dept..
eMpTV: Best Of 2007 + VideoBravo 2007.
Eccoci qui, in spaventoso ritardo e con una playlist un po’ falsa. Nel senso che il mio ultimo anno di ascolti è stato per lo più costellato di tanti EP, tanti mp3, tante autoproduzioni e pochi album veri e propri. Un anno, quindi, in cui per star dietro a molte nuove promesse mi sarò perso tanta roba migliore di quella che andrete a leggere. In fondo al post ho allegato anche quest'anno VideoBravo: la video-playlist che omaggia insieme DiscoBravo e i bloggers che ancora una volta hanno partecipato all'iniziativa del buon Gecco.

10. fink ° distance and time
Il 2007 è anche stato un anno mediamente folk per me, come dimostra già questa decima posizione. La Ninja Tune che pubblica un disco voce-chitarra? Eh sì. Fink viene dal mondo del djing ma ha intrapreso un percorso da folksinger che difficilmente lo vedrà assurgere a nome di prima grandezza: Distance And Time è un dischetto del tutto nella norma, anzi perfino un pelo troppo patinato nella produzione curata dall'ex-Lamb Andy Barlow. Insomma, ben lontano dalla perfezione. E allora? Dai, è la solita solfa: le parole giuste al momento giusto ecc. E come per magia ogni osservazione fatta fin qui cade nel vuoto.

9. okkervil river ° the stage names
Curiosamente il nome Okkervil River quest’anno ha fatto capolino in molte playlist mentre due anni fa Black Sheep Boy, che personalmente preferivo e preferisco, era stato considerato da pochi. E dire che pure quello arrivava dopo un altro gioiellino mai abbastanza considerato [Down The River Of Golden Dreams]. Gli Okkervil hanno rischiato di deludermi a sto giro. Ci ho messo mesi prima di consentire un secondo ascolto a una nuova prova che mi aveva, lo confesso, annoiato. Riprovarci ha funzionato. Un terzo ascolto, poi un quarto, e poi un quinto: allora sei ancora dei nostri, Will, anche se sei rimasto l'unico della line-up che fu. E così A Girl In Port finisce qualche settimana fa su eMpTV. Con merito, contenendo alcuni dei più bei versi letti ultimamente. E anche questo nuovo capitolo si guadagna il suo posticino tra le mie preferenze dell’anno.

8. arcade fire ° neon bible
Definitivamente i portabandiera di una scena, quella canadese, che ha segnato il presente del rock non solo indie. Gli Arcade Fire del mio 2007 non sono unicamente quelli di Neon Bible [disco appena sotto l’esordio, quindi ben al di sopra delle mie previsioni] ma anche e soprattutto quelli di Piazza Castello a Ferrara. Un concerto, lo si è scritto da tutte le parti, che aveva in sè l’atmosfera dell’Evento. Non so dire se il successo di questi ragazzi sia l’ennesimo fuoco di paglia di questi tempi sempre più veloci o l’inizio di una carriera importante. Per certo Win Butler e compagni pur nel marasma di indie-bands contemporanee hanno saputo affermare meglio di chiunque una propria poetica e una propria identità. Fosse anche solo per questo, andrebbero applauditi.

7. wilco ° sky blue sky
Dicono che, anche senza O’Rourke, Jeff Tweedy e compagni non hanno perso nulla. Non è che sia proprio così per i miei gusti. Anzi, spesso i ritorni alle origini mi spaventano. Quando un gruppo sceglie di fare certi passi indietro, spesso si finisce col parodizzare se stessi e di lì alla perdita definitiva dell'ispirazione il passo è breve. Ecco, benché Sky Blue Sky non mi abbia coinvolto quanto i due lavori precedenti degli Wilco, benché non lo trovi nel suo complesso altrettanto a fuoco, voglio essere ottimista. Mi sento di poterlo essere quando ascolto la voce di Jeff, la cui passione e la cui sincerità sono quelle di sempre. Ti arriva lì dove so io, e dove sapete voialtri che lo amate come me. E così le chitarre di Nels Cline che ancora una volta sporcano come e quanto devono, Jim o non Jim. Non il disco migliore degli Wilco: ma nondimeno, un disco degli Wilco. E quindi un gran disco. Per ora mi sta bene così.

6. ex-otago ° tanti saluti
Ciò che l’anno scorso erano per me gli Hot Chip, lo sono gli Ex-Otago quest'anno. Ovvero: un gruppo che non vive nel 2007 ma che è il 2007, il qui e ora. Un disco con un buon nucleo, le canzoni, e un contorno sfizioso di sfumature e valori aggiunti. Pop che sembra scemo e invece è maledettamente furbo. Prodotto pochissimo rispetto a quanto il gusto di Pernazza e soci per la melodia avrebbe suggerito. E quindi un disco di canzoni che non può [nè intende] essere pop-ular più di tanto. Almeno qui in Italia. Esportabili, allora? Forse, non fosse per quell’inglese volutamente maccheronico che ce li rende italianissimi. E che li rende loro, soprattutto. Così c[o]olorati che solo su Riotmaker. E sul palco intrattenitori 2.0 coi fiocchi. Loro si vogliono divertire. Noi? Pure.

5. !!! [chk chk chk] ° myth takes
Quando ho sentito la prima volta l’ultimo lavoro dei !!! era l’1 gennaio del 2007. Scherzosamente lo avevo nominato il mio disco dell’anno. Effettivamente un giudizio prematuro. Se il disco è qui però non è per caso, perché queste canzoni continuano a divertirmi anche se non le ascolto più in maniera così massiccia. Rispetto al lavoro precedente il gruppo di New York ha smussato qualche spigolo: a molti la cosa non è piaciuta. A me sì. Must Be The Moon e Yadnus rimangono bombe tra disco e funk che se non cambieranno il corso della musica rimangono cose ottime da ascoltare appena alzati la mattina. Non ultimo, questo disco è legato al ricordo dell’intervista gentilmente concessaci da Allan Wilson e totalmente improvvisata lo scorso marzo al Rainbow di Milano. L’inizio di un ottimo periodo per questo blog che non potevo non celebrare in questa sede.

4. port-royal ° afraid to dance
Disco atmosfere-sognanti dell'anno. In un 2007 che mi ha avvicinato tantissimo alla mia città, Port-Royal è sempre un nome di cui da genovese posso andare orgoglioso. Ma quella dell’essere concittadini è una nota a margine, assolutamente insignificante nel loro piazzamento in questa playlist. Nulla hanno fatto Attilio e compagni se non accentuare una componente legata al beat, al ritmo, e per il resto mantenendosi splendidamente gelidi. Così non me ne frega niente se in Italia sono usciti ottocento gruppi più cool [tanto più quando la coolness consiste nella reiterazione di generi che nel 2007 nemmeno avrebbero più senso di esistere: se proprio devi creare degli hype, blogosfera italiana, almeno motivali]. Allo stesso modo non mi interessa capire se Flares era meglio o peggio di Afraid To Dance. I Port-Royal continuano a somigliarmi, e ad emozionarmi: fact.

3. burial ° untrue
Il fatto curioso del mio podio di quest’anno, una cosa assolutamente non cercata e di cui mi rendo conto nel momento in cui scrivo, è che ogni suo gradino rappresenta un mondo sonoro particolare e ben definito. Partiamo da Burial. Il mio beniamino e il beniamino del dubstep tutto non è riuscito a bissare i fasti dell’anno scorso che lo avevano visto medaglia d’oro tra le mie preferenze. La colpa di questo mancato trionfo è da imputarsi, col senno di poi, unicamente al valore dei primi due classificati e non certo a questo Untrue: sul quale, è vero, inizialmente avevo manifestato perplessità, ma che pure di ascolto in ascolto ha accorciato lo scarto con il suo predecessore fino a suonare come un seguito pienamente all’altezza. Nessuno sa chi sia eppure questo ragazzo ci sta raccontando una storia che è tra le più avvincenti nella musica di questi anni.

2. battles ° mirrored
Se mi avessero detto che un giorno avrei visto un cosiddetto supergruppo nella mia classifica dell’anno non ci avrei creduto. Figuriamoci al secondo posto. I Battles in effetti non sono all’altezza dei progetti che decretarono la fama dei singoli componenti e che già all’epoca dei primi EP avevano catalizzato molte attenzioni sul loro nome. Ma mai come in questo caso i paragoni sono ingiusti. Ok: Atlas è il vertice assoluto del disco, un singolo sul quale si è detto tutto e si sarebbe potuto non dire nulla da quanto parla da solo. Ma non si può tacere di un resto di programma che da quel math famoso attinge per farne finalmente non mero riciclaggio ma materia nuova. Nessuna sorpresa, visto il cast importante e le ambizioni, che il disco esca griffato Warp: label che negli ultimi anni ha saputo ampliare i propri orizzonti mantenendo inalterata la propria visione futurista della musica.

1. vic chesnutt ° north star deserter
North Star Deserter. C’è chi ha scritto pagine intere su questo disco, un gioiello che non so quanti si aspettassero. Io stento a dirne qualsiasi cosa. Un disco facile e difficile insieme, vero nei contenuti e nelle emozioni che sa donare ma complesso nel suo modo di porsi. Fatto di canzoni basilarmente voce e chitarra che raramente hanno saputo vivere di tanta forza. E sì che di dischi simili ne abbiamo ascoltati tanti, anche solo in questi anni. Ma proprio qui sta la lezione importante di questa raccolta di brani: non importa quante volte hai sentito un disco suonare in un certo modo, se dentro ci sono personalità e ispirazione sarà sempre come la prima volta. Non lo hanno detto a nessuno, Vic e i suoi illustri amici, che stavano confezionando una delle cose migliori mai uscite da casa Constellation: semplicemente lo hanno fatto, e quando questo album è uscito è stato chiaro per tutti. Disco dell’anno.
VideoBravo is a tribute to:
cosmetic ° sulle riviste [votato da esse1]
sunset rubdown ° winged / wicked things [live] [votato da astor]
spoon ° don't you evah [keepon version] [votato da kAy]
arcade fire ° neon bible + wake up [live] [votato da kekkoz, maelstrom, danco e ultran0ia]
akron/family love is simple [live] [votato da enver, soundverite e il_vile]
lcd soundsystem ° north american scum [votato da colas, vivated e Marco Rosella]
the national ° mistaken for strangers [votato da subliminalpop]
radiohead ° nude [scotch mist version] [votato da onan, Attimo, ILNomeNonConta, SigurRoS e stikkiubbonnie]
band of horses ° is there a ghost [votato da blutarsky82]
patrick wolf ° the magic position [votato da elit]
vic chesnutt ° over [live] [votato da margherita e delso]
battles ° atlas [votato da JOYELLO]
the good the bad and the queen ° kingdom of doom [votato da redrhum]
menomena wet and rusting [votato da Earthlydelight]
digitalism ° pogo [votato da EgoManiacKid]
settlefish ° the boy and the light [live] [votato da eMA!]
panda bear ° bros [votato da Ambra Galassi]
blackfield ° 1000 people [votato da CaptainHowdy]
Action from the basement.

eMpTV in collaborazione con gli amici di Disorder Drama e il Checkmate Club è lieto di presentare eMpTV Night. eMpTV Night è un progetto in costruzione, di scena da dicembre a maggio, che prevede il coinvolgimento di due gruppi per ogni serata. Entrambi italiani ed entrambi più che degni di esposizione.
Le finalità del progetto sono essenzialmente due.
La prima è quella di trasferire il concetto base dell'indieblogging [ovvero: far conoscere gruppi nuovi] direttamente su un palco. In altre parole, invece che leggere quattro righe di post e scaricare un mp3 o guardare un video, vieni nel locale e guardi fisicamente il gruppo esibirsi davanti a te.
La seconda è quella di creare una rete di contatti e possibili scambi. Bene o male sappiamo tutti cosa avviene nei centri grossi come Bologna, Milano o Roma. Ma cosa succede invece ad Ancona piuttosto che a Brescia o a Torino? Quali sono i locali di riferimento? Esistono etichette? Esistono possibilità? Chi è che gestisce il booking dei gruppi? Piano piano e di serata in serata cercheremo di tracciare una mappa della scena indipendente nazionale e se ora partiamo in sordina quanto a promozione e visibilità [ma non certo quanto a qualità della proposta], state certi che di qui a maggio caleremo un asso dietro l'altro.
Rocktone Rebel è l'aka del nostro micromusicista locale. Armato di Commodore 64 e Game Boy il buon Amedeo scatena il panico sopra e sotto i palchi genovesi da diverso tempo. Con un EP all'attivo per Marsiglia, di recente si è guadagnato un posto nell'ottima compilation di micromusicisti italiani Bit Beat per i tipi di To Lose La Track e ha partecipato a un festival 8-bit in quel di New York. Tenerlo d'occhio è un obbligo, oltre che un piacere. rocktone rebel ° sick & tired [live @ rural indie camp]
Lush Rimbaud vengono da Ancona, e rispetto a Rocktone Rebel buttano via le console mantenendo la componente pestona e danzabile. In curriculum per loro un disco, Action From The Basement, uscito per la toscanissima From Scratch degli amici Miranda e un videoclip [Remember Sammy Jenkis] girato da Postodellefragole [noti ai più per la Robespierre di Offlaga Disco Pax]. Il pezzo killer però rimane a mio avviso la title track, ritmo serrato e ipnotico tra post-punk ed elettronica a bassa fedeltà che bene incornicia nel messaggio di fondo lo spirito di eMpTV Night. lush rimbaud ° action from the basement + lush rimbaud ° remember sammy jenkis
Related:
lush rimbaud;
rocktone rebel;
disorder drama;
checkmate club.
Down[load] Is The New Up.

Dopo quattro anni e mezzo di attesa l'LP7 ha un nome: In Rainbows. Dopo mille discussioni sull'etichetta per la quale i Radiohead avrebbero dovuto pubblicare l'album, quest'ultimo viene intanto autoprodotto e lanciato sul nuovo sito del gruppo, tramite il quale è appunto possibile preordinare le nuove canzoni sia in formato digitale che in discbox [doppio cd + vinile]. Una scelta che farà molto discutere e che sicuramente porterà a nuove speculazioni circa le prossime mosse di Thom Yorke e compagni. Detto questo, il sottoscritto [che non ha mai negato la propria smodata passione per i cinque oxfordiani] va a saltare in salotto e a scrivere frasi senza senso a ciascun contatto MSN. Se siete tra questi, bloccatemi finchè siete in tempo. Vi lascio con un piccolo tributo ai Radiohead da parte di eMpTV: la tracklist di In Rainbows rivisitata tramite qualche estratto live dal tour dell'anno scorso. Per ripassare e prepararsi.
Watch:
CD 1 AND VINYL
15 Step
Bodysnatchers
Nude
Weird Fishes/Arpeggi
All I Need
Faust Arp
Reckoner
House Of Cards
Jigsaw Falling Into Place
Videotape
CD 2 AND VINYL
Mk 1
Down Is The New Up
Go Slowly
Mk 2
Last Flowers
Up On The Ladder
Bangers And Mash
4 Minute Warning
Related:
in rainbows [album pre-order];
dead air space.
Meeting icebergs is easy.

Sigur Ròs di nuovo in pista con il trailer dall'imminente [5 novembre] documentario live in dvd Heima, solo una tra le molte uscite previste sull'agenda dei nostri per i prossimi mesi. Una preview che, intanto che mette l'acquolina in bocca, sembra rimarcare lo status di band importante ormai raggiunto dagli islandesi. Certo, ce ne eravamo accorti da un pezzo. Mai come adesso, però, la cosa pare lampante. sigur ròs ° heima trailer
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sigur ròs.
Bonus:
In tema di film esce anche questo, di cui sicuramente avete già letto in giro. daft punk ° electroma teaser